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Trucchi Per Rilevazioni Fonometriche Sul Luogo Di Lavoro

Isolamento Acustico ed Insonorizzare Sorgedil
Pubblicato da in Misure Fonometriche · 3 Settembre 2018
Tags: periziacartongessoaziendabarfonoassorbenteserramentistressbox
TRUCCHI PER RILEVAZIONI FONOMETRICHE SUL LUOGO DI LAVORO

misura fonometrica

Non basta avere un fonometro per fare rilevazioni sensate dei rumori, serve intuito.

Attenzione a scegliere il tecnico giusto perchè si corre il rischio di ottenere risultati scomodi che incatenano le aziende e fanno spendere soldi per niente.

Non tutti i tecnici, infatti, sanno discriminare e raccontare i rumori nel modo corretto.

Conosci la legge?


Il D. Lgs. 81/2008, Testo unico in materia di sicurezza prevede che nella fase di valutazione dei rischi da riportare nel DVR, ci sia una stima del possibile rumore cui sono sottoposti i propri dipendenti.

La rilevazione esatta della misura del rumore è obbligatoria quando ci sono ragioni che facciano pensare che il livello di esposizione (Lex) sia superiore ad 80 decibel.

La relazione del tecnico competente riassume i risultati di tutta la misurazione fonometrica.

Sai che una copia va anche al Comune?


La legge prevede che la relazione finale che descrive i risultati delle rilevazioni sia stilata dal tecnico competente in 2 copie: una va conservata dal datore di lavoro e l'altra va inviata al Comune di appartenenza dell’impresa.



Sai leggere i risultati?


L'indagine fonometrica dà dei risultati che vanno contestualizzati anche perchè, subito dopo, vanno spiegati ai lavoratori dicendo loro anche i rischi potenziali che corrono.
 
Per non creare allarmi dove non ce n'è bisogno, bisogna distinguere bene a seconda:

- della natura e della fonte dei rumori,
- delle misure che già esistono per ridurre i rischi (es. procedure, regolamenti e presenza di segnaletica adeguata)
- dell'eventuale uso dei DPI (dispositivi di protezione individuale).

Sai che conseguenze hanno le fonometrie?


Maggiore è il rischio rumore, maggiori sono le misure da adottare e più frequenti devono essere le future indagini fonometriche.

Queste infatti, andrebbero ripetute ogni 4 anni, a meno che non si ritenga necessario accorciare il periodo e farle ogni anno o ogni 2 anni: questo a seconda della percezione complessiva del datore di lavoro e dell'RSPP.

Tra le misure da adottare, se il livello di esposizione è davvero significativo, ci sono, oltre ai controlli sanitari e alla fornitura dei DPI, anche l'adozione di misure per ridurre l'esposizione, l'obbligo di individuare le cause e adattare, migliorandole, le tecniche di riduzione e protezione.

Chi fa la valutazione del rischio rumore?


La valutazione del rischio rumore nei luoghi di lavoro deve essere fatta da tecnici specializzati. Queste persone devono essere in grado di determinare il livello del rischio connesso con il rumore.
 
Attenzione, però, per farlo, occorre utilizzare precisi criteri e valutare bene tutte le caratteristiche dell’ambiente in questione, comprese le vibrazioni.
 
La valutazione viene completata anche con delle rilevazioni fonometriche ambientali e viene adeguatamente riportata in una perizia fonometrica.

Come si fa la misurazione esattamente?


Per misurare il rumore si possono usare due strumenti: il dosimetro e il fonometro, possibilmente entrambi di classe di precisione 1.

Il dosimetro è uno strumento che va indossato da un lavoratore mentre svolge le sue mansioni e registra i livelli di rumore cui è esposto e la durata dell’esposizione.

Il fonometro è uno strumento da posizionare nel luogo in cui occorre valutare i rumori: capta i suoni, li registra e li valuta.

In generale la misurazione del suono viene fatta in dB, per determinarne l'intensità,  poi in dB (A), per misurarne - con buona approssimazione - l'impatto su un normale orecchio umano.

Un'ultima cosa: gli strumenti devono essere assolutamente certificati e tarati. E ricordiamo che non valgono - proprio perché non certificate - le misurazioni eseguite con le app degli smartphone.

Cruciale è la scelta dei tempi di esposizione


È il tecnico competente in acustica che decide per quanto tempo far durare la misurazione.

Misurare i rumori per 5 minuti e misurarli per ore è molto diverso.
 
La media dei risultati, infatti, potrebbe essere falsata da una misurazione troppo breve: dei picchi di rumore o dei suoni improvvisi potrebbero far risultare una situazione irreale.
 
Come se ci fosse sempre e costantemente un rumore molto intenso.

Ma non solo, lo studio dei tempi di permanenza deve tenere conto anche della variabilità normale tra diverse giornate di lavoro: scegliendo le giornate peggiori si hanno i risultati più allarmanti.

Capire la natura dell'attività lavorativa e scegliere un intervallo adeguato di misurazione sono gli elementi che distinguono una corretta fonometria da una fonometria improvvisata e frettolosa.

Cosa NON fare per misurare i rumori?


Un altro elemento che potrebbe dare risultati falsati è la voce del lavoratore che porta il dosimetro: questo strumento, infatti, viene posizionato tra la spalla e l'orecchio di un lavoratore e misura il suono che arriva alle sue orecchie.

È normale che un lavoratore, nell'ambito delle sue mansioni, parli o urli: ma se lo fa mentre indossa un dosimetro potrebbe essere un problema perché fa captare una curva di rumori esagerata che non corrisponde alla realtà dell'ambiente.
 
Come se tutto il giorno alle sue orecchie arrivassero urla.

Un buon tecnico acustico deve essere in grado di evitare misure falsate adattando tempi e modi per la misurazione.

Le nostre relazioni, misurazioni e perizie


Sorgedil effettua rilevazioni fonometriche diurne e notturne di:

- rumore nelle abitazioni
- rumore industriale (posto di lavoro, impianti e macchine)
- rumore stradale/ferroviario
- zonizzazioni acustiche.
 
E poi ancora offre misurazioni e relazioni di:

- impatto acustico
- clima acustico
- requisiti acustici passivi
- classificazione acustica degli edifici.
 
Preventivo Misurazione Fonometrica

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