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Vincoli Acustici

Isolamento Acustico e Insonorizzazione - Sorgedil
VINCOLI ACUSTICI DI CHI MI AFFITTA O VENDE IL NEGOZIO

obbligo rumore

Le leggi che regolano l'inquinamento acustico nelle attività commerciali:


Nel momento in cui si decide di affittare o acquistare un locale adibito a negozio non è sufficiente perlustrare l'immobile per prendere atto delle condizioni in cui versa.

Alcuni problemi non sono difatti visibili ad occhio nudo e potrebbero presentarsi solo all'avvio ufficiale dell'attività commerciale.



L'insonorizzazione è uno di questi, ragion per cui testare l'isolamento acustico del locale è una delle prime cose da fare prima di recarsi dal notaio e firmare il contratto.

Resta da chiarire a questo punto a chi competa occuparsi di questo aspetto quando si vende, o compra a seconda del punto di vista, e si fitta.

In Italia ad oggi esistono due diverse leggi che regolano gli obblighi cosiddetti acustici in base alla casistica precisa: la prima di esse riguarda i requisiti acustici passivi che, secondo la giustizia, sarebbero di competenza del proprietario dell'immobile che decie di fittare il proprio negozio; l'altra invece ha a che vedere con l'impatto acustico che ricadrebbe, stavolta, sulla persona fisica si accinge a gestire l'attività che si sta insediando in quell'immobile.

Ma scopriamo nel dettaglio cosa prevede la legge in materia di acustica passiva.

Vincoli acustici di chi mi affitta o vende il negozio? Inquinamento acustico, i requisiti minimi fissati dal ministero


Nel caso in cui si decida non di comprare ma solo di afittare un locale, a stabilire di chi siano le competenze in fatto di vincoli acustici è la data di costruzione o dell'ultima ristrutturazione.

Se l'intervento risale è stato effettuato dopo il febbraio del 1998, significa che il proprietario dell'immobile deve garantire all'affittuario che il negozio rispetti in tutto e per tutto i limiti del DPCM del 5 dicembre 1997, il decreto ministeriale che stabilisce quali requisiti acustici passivi debbano avere gli edifici della categoria G, quelli cioè adibiti ad attività commerciali.

Se invece la costruzione del locale o la sua ultima ristrutturazione sono precedenti al 1998, il proprietario non ha alcun obbligo da assolvere: ad occuparsi dei lavori necessari per evitare l'inquinamento acustico dell'area e non disturbare i dirimpettai dovrà dunque essere l'affittuario.

Tutte le opere dovranno per ovvie ragioni essere concordate con il proprietario, che avrà l'ultima parola su eventuali migliorie, come contropareti e serramenti, da apportare all'immobile.

Sarà colui che possiede legalmente il locale, nel caso lo desideri, a detrarre il costo di questi lavori dal canone d'affitto mensile o ad offrirsi di pagare il tutto in prima persona.



Vincoli acustici di chi mi affitta o vende il negozio? L'importanza di uno studio previsionale sull'inquinamento acustico


È bene precisare che non è in alcun modo possibile sottrarsi all'obbligo di effettuare questi interventi: non è sufficiente infatti che l'edificio rispetti i requisiti minimi del già citato decreto ministeriale, perché l'isolamento acustico potrebbe comunque non essere tale da garantire che i vicini non sentano volare una mosca.

Di conseguenza prima d'insediarsi in un immobile è buona norma richiedere uno studio previsionale di impatto acustico, non fosse altro per avere contezza delle immissioni rumorose provenienti dal locale sul quale abbiamo messo gli occhi.

La verifica fonometrica spetterà non all'affittuario ma al proprietario dell'attività.

Ad effettuarla sarà un professionista del settore dell'acustica che, provvisto di un apposito fonometro, si determinerà in merito alle misure che è necessario adottare per non arrecare disturbo al quartiere e per non generare inquinamento acustico.

Il progetto acustico includerà sia le opere da realizzare - potrebbe trattarsi, ad esempio, di cambio dei serramenti, controsoffittatura dell'immobile o interventi sui pavimenti - che le procedure da seguire: darà cioè indicazioni specifiche sulla condotta da adottare, sconsigliando di fare cose del tipo buttare i vetri nell'immondizia in piena notte e così via.

Il discorso cambia radicalmente nel caso in cui un edificio ristrutturato o costruito dopo il 1998 non soddisfi pienamente i requisiti acustici passivi fissati dal decreto ministeriale del 5 dicembre 1997.

Qualora ci si dovesse rendere conto che l'immobile non sia stato soggetto agli interventi richiesti sebbene la legge vigente lo prevedesse e parlasse chiaro, le responsabilità cadranno sui progettisti, sul proprietario e sull'impresa che si è occupata dei lavori allo stabile.

Le conseguenze sotto il profilo giuridico sarebbero piuttosto gravi e il padrone dei muri sarebbe potenzialmente costretto ad individuare e fornire ai gestori del negozio che si è già insediato in quel locale un nuovo magazzino consono all'uso che se ne deve fare.

E rispettoso, soprattutto, di questi imprescindibili requisiti acustici passivi.

Vincoli acustici di chi mi affitta o vende il negozio? Verificare l'inquinamento acustico prima di firmare il contratto


Per questa e per tante altre ragioni affittare o comprare un locale da adibire ad attività commerciale non è mai una passeggiata, anzi. Il consiglio migliore che si possa dare è quello di farsi affiancare da un tecnico esperto sin dalle prime fasi della contrattazione, senza lasciare nulla al caso.

La sua presenza potrebbe rivelarsi fondamentale da un punto di vista pratico, perché solo un professionista del settore potrà rendersi conto delle condizioni in cui versa uno stabile sotto il profilo dell'inquinamento acustico.

Prestare la massima attenzione a tutte le clausole previste dal contratto di acquisto o di locazione è altresì importante per evitare che tra le pagine già redatte si possano nascondere insidie di vario genere.

Perché se è vero che prevenire è meglio che curare, è altrettanto vero che insonorizzare un immobile durante la fase di ristrutturazione è molto meno dispendioso di quanto non lo sarebbe farlo ad attività già avviata e decollata.
 


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